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Pensione modulare

Artt. 5 e 21 del Regolamento di Attuazione allo Statuto dell’ENPAV

CARATTERI
La pensione modulare costituisce una segmento volontario che si aggiunge alla pensione base di natura reddituale del sistema pensionistico obbligatorio Enpav.

SOGGETTI CHE HANNO FACOLTA’ DI ADERIRE
Tutti gli iscritti attivi ed i pensionati d’invalidità a ruolo che versano il contributo soggettivo hanno la facoltà di aderire alla pensione modulare.
 
MODALITA’ DI ADESIONE
L’adesione avviene destinando a tale prestazione, attraverso l’apposito modello 2, un’aliquota percentuale (tra il 2% e il 14%) del reddito professionale dichiarato (qualora tale reddito sia pari a zero, si considera un reddito convenzionale). L’adesione va rinnovata ogni anno inviando all’Enpav il modello 2 entro il 30 novembre.
 
CALCOLO PENSIONE
Il metodo di calcolo è il contributivo con correttivi. Il montante contributivo individuale, determinato dai contributi versati e rivalutato annualmente, al momento del pensionamento viene trasformato in rendita sulla base di un coefficiente corrispondente all’età anagrafica dell’iscritto in tale momento. I coefficienti utilizzati sono quelli in vigore presso l’assicurazione generale obbligatoria e previsti dalla L. 335/95.
 
MATURAZIONE DEL DIRITTO
La quota di pensione modulare si acquisisce secondo le regole che disciplinano quella base (vecchiaia, vecchiaia anticipata, invalidità o inabilità, indiretta, rendita pensionistica ex art. 17 del Regolamento Enpav). E’ necessario un periodo minimo di contribuzione di 5 anni. La pensione è reversibile ai superstiti di cui all’art. 38 del Regolamento di Attuazione allo Statuto Enpav.
 
LIQUIDAZIONE DELLA PENSIONE
La liquidazione della pensione modulare avviene contestualmente a quella della pensione base retributiva. Le due quote di pensione vengono sommate ed erogate in un unico importo in 13 mensilità.
I pensionati di invalidità ed i pensionati di vecchiaia anticipata hanno la facoltà di posticipare la liquidazione della quota modulare in un momento successivo all’acquisizione del diritto e all’erogazione della pensione di invalidità e di vecchiaia anticipata, per poter usufruire di coefficienti di trasformazione più vantaggiosi, in quanto correlati ad un’età anagrafica più elevata.
I pensionati di invalidità possono posticipare a liquidazione della pensione modulare alla data del raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia, ovvero di inabilità.
I pensionati di vecchiaia anticipata possono posticipare la liquidazione della pensione modulare nell’arco temporale compreso tra i 62 e i 68 anni di età del pensionato.
 
FISCALITA’
La prestazione pensionistica maturata sarà assoggettata all’aliquota fiscale relativa agli scaglioni di reddito previsti dalla normativa vigente al momento della liquidazione.
 
RIVALUTAZIONE MONTANTI CONTRIBUTIVI
Art. 21, comma 9, del Regolamento di attuazione dell’Enpav:
  • per il primo quinquennio di applicazione della norma, dal 2009 al 2013, il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi degli iscritti è pari, alla variazione media quinquennale del Prodotto Interno Lordo (PIL) nominale, calcolato dall’Istituto Nazionale di Statistica;
  • dal 2014 in poi, il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi degli iscritti, è pari alla media quinquennale dei rendimenti degli investimenti dell’Ente con un valore minimo garantito del 1,5% in caso di media effettiva inferiore e con un valore massimo pari alla media quinquennale del PIL in caso di media effettiva superiore a quest’ultimo valore.

Il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi, dal 2009 al 2016, è stato:
  • 2009: 3,32% (calcolato con riferimento al quinquennio 2004-2008 è stato utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2008)
  • 2010: 1,79% (calcolato con riferimento al quinquennio 2005-2009 è stato utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2009)
  • 2011: 1,62% (calcolato con riferimento al quinquennio 2006-2010 è stato utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2010)
  • 2012: 1,13% (calcolato con riferimento al quinquennio 2007-2011 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2011)
  • 2013: 0,16430% (calcolato con riferimento al quinquennio 2008-2012 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2012)
  • 2014*: 1,5% (calcolato con riferimento alla media quinquennale 2009-2013 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2013).
  • 2015: 1,5% (calcolato con riferimento alla media quinquennale 2010-2014 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2014);
  • 2016: 1,5% (calcolato con riferimento alla media quinquennale 2011-2015 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2015);
  • 2017: 1,5% (calcolato con riferimento alla media quinquennale 2012-2016 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2016);
  • 2018: 1,5% (calcolato con riferimento alla media quinquennale 2013-2017 sarà utilizzato per rivalutare i montanti contributivi del 2017);

* (L’anno 2014 è stato il primo anno in cui si è considerata, per la determinazione del tasso di capitalizzazione dei montanti , la media quinquennale dei rendimenti degli investimenti dell’Ente, garantendo un rendimento minimo dell’1,5%.