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Pensioni in cumulo


CUMULO DEI PERIODI ASSICURATIVI NON COINCIDENTI AI SENSI DELL’ARTICOLO 1, COMMA 239 e ss, DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2012, N. 228, COME MODIFICATO DALL’ARTICOLO 1, COMMA 195 DELLA LEGGE 11 DICEMBRE 2016, N. 232.


PREMESSA

Il 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la legge 11 dicembre 2016, n. 232, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016, Supplemento Ordinario n. 57.

L’articolo 1, comma 195, della citata legge, ha modificato l’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, concernente la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione, estendendone l’ambito applicativo anche alle Casse di previdenza dei professionisti disciplinate dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e dal decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.

Inoltre il citato comma 195 ha introdotto le seguenti ulteriori ipotesi, rispetto a quelle già previste dalla L.228/2012, nelle quali può essere esercitata la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti:

- per conseguire la pensione anticipata di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011;


- da soggetti che posseggano requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al citato comma 239.

In sintesi attraverso l’esercizio della facoltà del cumulo dei periodi contributivi non coincidenti, i soggetti iscritti a due o più gestioni previdenziali indicate nell’art.1, comma 239 L  232/2016 (Assicurazione generale obbligatoria-Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi: commercianti, artigiani, coltivatori diretti-, Gestioni sostitutive e Gestioni esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria, Gestione separata,Iscritti alle casse professionali) possono accedere ad una pensione unica di vecchiaia, anticipata, di inabilità e indiretta (per i superstiti del dante causa), purchè non siano titolari di pensione diretta presso una delle gestioni interessate dal cumulo.

Il cumulo dei periodi assicurativi deve riguardare tutti i periodi di contribuzione versata nelle diverse gestioni, non comporta il versamento di oneri a carico dell’interessato né il trasferimento di contributi da una gestione all’altra.

Ogni gestione che interviene nel cumulo determina, per la parte di competenza, il trattamento pro-quota in rapporto ai propri periodi di iscrizione, secondo le regole di calcolo previste dal

proprio ordinamento.

L’esercizio della facoltà di cumulo dei periodi contributivi è disciplinato in modo articolato nei commi 239-248, art.1 L. 228/2012, come modificata dal citato art.1,c.195 L 232/2016.

Le caratteristiche di questo Istituto sono riconducibili ad aspetti operativi di altro Istituto, quello della “Totalizzazione “dei periodi assicurativi di cui al D.LGS.42/2006, al quale, la normativa del cumulo fa espliciti rinvii.

 

DISPOSIZIONI OPERATIVE ENPAV

 

NORME COMUNI

SOGGETTI DESTINATARI DEL CUMULO (articolo 1, comma 239 L. 228/2012 e s.m.)

La facoltà di cumulo può essere esercitata esclusivamente dai soggetti individuati nell’art.1, c.239 L.228/2012, modificato dalla L. 232/2016.

La facoltà di cumulo può essere esercitata a far data dal 1°gennaio 2017, da tutti i veterinari che siano iscritti ad Enpav o che siano stati iscritti ad Enpav e ad almeno una delle altre gestioni indicate nell’art.1, c.239 cit.

Il cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti al fine dell’accesso ad un’unica pensione può essere richiesto anche qualora l’interessato abbia maturato il diritto autonomo al trattamento pensionistico nelle forme assicurative oggetto del regime di cumulo, purché non sia già titolare di trattamento pensionistico diretto presso una delle gestioni indicate nel citato c.239.

La facoltà di cumulo non può essere esercitata dai titolari di pensione di invalidità in quanto il comma 239 stabilisce che la predetta facoltà è preclusa ai titolari di trattamento   pensionistico diretto. Ne consegue che il pensionato di invalidità Enpav non può chiedere la conversione di tale trattamento pensionistico in quello in regime di cumulo di pensione vecchiaia o di pensione anticipata, in quanto già titolare di pensione diretta autonoma.

In analogia a quanto già previsto per l’istituto della totalizzazione, il titolare di pensione di invalidità divenuto inabile potrà chiedere la pensione di inabilità in regime cumulo .

 

PERIODI ASSICURATI OGGETTO DI CUMULO  (articolo 1, comma 243 L. 228/2012)

Sono oggetto di cumulo ai fini pensionistici tutti i periodi assicurativi non coincidenti versati presso una delle gestioni di cui all’ art. 1 comma 239, citato. Pertanto, una volta esercitata la facoltà del cumulo  è esclusa la restituzione dei contributi  Enpav.

Il cumulo, ai sensi del comma 243 del citato articolo 1, deve avere ad oggetto tutti e per intero i periodi contributivi  accreditati presso le diverse gestioni assicurative menzionate nel comma 239 del medesimo articolo 1.

 

 

TRATTAMENTI PENSIONISTICI

1. Cumulo dei periodi ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia (articolo 1, commi 239 e 241 L. 228/2012; art 21 Regolamento di attuazione allo Statuto Enpav)

 

Per il cumulo della pensione di vecchiaia opera il combinato disposto dei commi 239 e 241 L.228/2012,  e l’art. 21 del Regolamento di Attuazione allo Statuto Enpav.

Ai sensi del comma 239 citato, per esercitare la facoltà di cumulo per la liquidazione della pensione di vecchiaia, il richiedente deve aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti dall’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214/2011, stabiliti per le gestioni INPS.

Il successivo c. 241, art. 1 L. 228/2012, precisa che il diritto al trattamento di pensione di vecchiaia si consegue in presenza dei requisiti anagrafici e di contribuzione più elevati tra quelli previsti dai rispettivi ordinamenti che disciplinano le gestioni interessate all'esercizio della facoltà di cui al comma 239 e sempreché sussistano gli ulteriori requisiti diversi da quelli di età e anzianità contributiva previsti dalla gestione previdenziale alla quale il professionista risulta da ultimo iscritto.

Dal combinato disposto dei cc.239 e 241 cit  e dell’art.21 R.A Enpav, deriva che  la pensione di vecchiaia in cumulo decorre dal mese successivo a quello di maturazione :

a)      dei requisiti anagrafici e contributivi di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011 (requisiti minimi), qualora una delle gestioni interessate sia l’Inps;

b)      dei requisiti più elevati tra quelli previsti dagli ordinamenti delle gestioni interessate .

 

L’interessato potrà comunque richiedere il trattamento pensionistico con decorrenza dal mese successivo a quello della presentazione della domanda, sempreché siano perfezionati i predetti requisiti.

 

Poichè le disposizioni di cui alla L.232/2016 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2017, la decorrenza della pensione di vecchiaia in cumulo non può essere anteriore al 1° febbraio 2017.

 

Nella fattispecie dell’Enpav, per la pensione di vecchiaia cumulata, il veterinario potrà esercitare la facoltà di cumulo al raggiungimento dei requisiti INPS, ma per il perfezionamento del diritto alla quota di pensione di vecchiaia Enpav, dovrà aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi di cui all’art.21 R.A. Enpav, ove siano più elevati rispetto a quelli delle altre gestioni interessate. In tal caso, il professionista, fintanto che non avrà raggiunto detti requisiti, continuerà a mantenere i diritti e gli obblighi degli iscritti all’Enpav non pensionati, previsti dalla normativa vigente in Enpav.

Nel caso in cui la facoltà di cumulo sia esercitata da un veterinario cancellato da Enpav, per perfezionare il diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo presso l’Enpav, questi dovrà riscriversi per maturare in regime di cumulo l’anzianità contributiva prevista dall’art.21 Enpav, ove non l’abbia già raggiunta al momento dell’esercizio della facoltà.

Qualora il richiedente abbia raggiunto il diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo con i minimi di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011 relativi alla gestione INPS,  ma a causa del decesso non raggiunga  i requisiti anagrafici o contributivi per il perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo Enpav, si applicheranno le disposizioni vigenti nel Regolamento Enpav relative alla pensione indiretta.

Qualora invece il richiedente abbia raggiunto il diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo con i minimi di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011 relativi alla gestione INPS, ma non raggiunga i requisiti contributivi più elevati necessari per il perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo Enpav a causa della cancellazione dall’Ente, si applicheranno le disposizioni vigenti nel Regolamento Enpav relative alla rendita pensionistica.

 

2. Cumulo dei periodi ai fini del diritto alla pensione anticipata (articolo 1, comma 239, L. 228/2012, art.21 R.A. Statuto Enpav)

La facoltà del cumulo per la pensione anticipata può essere esercitata con i requisiti contributivi previsti dal comma 10 dell’articolo 24 della legge n. 214/2011, adeguata agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 della legge 30 luglio 2010, n. 122 sempreché sussistano gli ulteriori requisiti diversi da quelli di età e anzianità contributiva previsti da ogni singola gestione previdenziale interessata (ad esempio, per Enpav la regolarità contributiva).

 

La pensione anticipata in regime di cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e comunque non prima del 1° febbraio 2017, poichè le disposizioni di cui alla L.232/2016 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2017 .

 

3.  Cumulo dei periodi ai fini della pensione di inabilità (articolo 1, commi 239 e 242 L. 228/2012)

Come previsto dall’art.1 comma 242 il diritto alla pensione di inabilità in cumulo è conseguito in conformità con quanto disposto dall’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42 e successive modificazioni ed integrazioni.

Pertanto, il diritto alla pensione di inabilità è conseguito in base ai requisiti di contribuzione, ed altri ulteriori eventuali requisiti, richiesti nella forma pensionistica nella quale il professionista  è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

L’accertamento della sussistenza del prescritto requisito sanitario sarà a cura della gestione di ultima iscrizione.

Per determinare il trattamento pensionistico di inabilità in regime di cumulo deve essere concessa la maggiorazione convenzionale con le regole dell’ordinamento in cui si verifica l’evento invalidante. La ripartizione dell’onere derivante dalla maggiorazione convenzionale tra le diverse gestioni, si effettua tenendo conto del rapporto tra l’anzianità contributiva utile per la misura della pensione posseduta dal richiedente in ciascuna gestione e l’anzianità contributiva utile per la misura acquisita complessivamente dal richiedente nelle diverse gestioni cumulate.

La pensione di inabilità in regime di cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e comunque non prima del 1° febbraio 2017.

 

4. Cumulo ai fini del diritto alla pensione ai superstiti (articolo 1, comma 242 L. 228/2012).

Come previsto dal comma 242 il diritto alla pensione indiretta e di reversibilità è conseguito in conformità con quanto disposto dall’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42 e successive modificazioni ed integrazioni, e cioè in base ai requisiti di assicurazione e di contribuzione, nonché agli ulteriori requisiti prescritti nella forma pensionistica nella quale il dante causa era iscritto al momento della morte. Ai fini del perfezionamento dei predetti requisiti rileva la sommatoria dei periodi assicurativi e contributivi non coincidenti risultanti presso le singole gestioni assicurative ove il dante causa sia stato iscritto.

 

La facoltà di cumulo di cui al comma 239 dell’articolo 1 può essere esercitata per la liquidazione della pensione indiretta ai familiari superstiti di soggetto assicurato veterinario, deceduto a partire dal 1°gennaio 2017, sempreché quest’ultimo non fosse già titolare di un trattamento pensionistico diretto a carico di una della gestioni interessate dal cumulo.

La titolarità di una pensione diretta da parte del familiare superstite non è causa ostativa al riconoscimento della pensione a superstiti  in regime di cumulo.

 

Le pensioni dirette liquidate con il cumulo sono reversibili ai superstiti con le modalità e nei limiti previsti da ogni singola gestione. Pertanto, ai fini del diritto alla pensione di reversibilità di una pensione diretta liquidata con il cumulo, nonché ai fini della determinazione della quota di pensione spettante a ciascuno dei superstiti, occorre avere riguardo alla disciplina prevista da ogni singola gestione.

La domanda di pensione di reversibilità di pensione in cumulo è presentata dai superstiti all’INPS in quanto Ente erogatore del trattamento pensionistici cumulato.

 

CALCOLO DELLA PENSIONE IN REGIME DI CUMULO (articolo 1, comma 245, L. 228/2012;  art. 21 Regolamento di attuazione allo Statuto Enpav)

In applicazione del comma 245 dell’articolo 1 della più volte citata legge n. 228, il trattamento

pensionistico pro quota è determinato dalle gestioni interessate, ciascuna gestione  per la parte di propria competenza, in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione e contribuzione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento.

 

L’Enpav ai fini della misura della pensione pro quota prenderà in considerazione esclusivamente i periodi di iscrizione e contribuzione maturati presso l’Ente, indipendentemente dalla loro eventuale coincidenza con altri periodi accreditati presso altre gestioni, applicando il metodo di calcolo   di cui all’art.21 del R.A. allo Statuto.

La media dei redditi per il calcolo della pensione pro quota di cui al citato art.21 sarà effettuata esclusivamente sugli anni di effettiva iscrizione e di contribuzione presso l’Enpav. Detto periodo contributivo sarà rilevante anche per determinare la eventuale integrazione contributiva di cui all’art 49 del R.A allo Statuto Enpav. 

 

           

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE.

L’esercizio della facoltà di cumulo necessita della presentazione di una domanda, da parte dell’interessato, all’ente gestore a cui da ultimo è iscritto, ovvero all’INPS per la pensione di reversibilità di pensione diretta in regime di cumulo .

 

Qualora al momento della domanda di pensione in cumulo il professionista  dovesse risultare iscritto a più gestioni, ha facoltà di scegliere la gestione presso cui presentare la domanda.

 Il Modulo per la presentazione della domanda all’ENPAV è disponibile sul sito www.enpav.it, nell’area Prestazioni /modulistica /modello di pensione in cumulo.

 

 

PAGAMENTO DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI (articolo 1, comma 244, L.228/2012)

Il pagamento dei trattamenti pensionistici in cumulo avverrà da parte dell’INPS. L’Enpav provvederà a versare all’Inps ogni mese l’importo della quota di pensione di sua competenza.

 

 PEREQUAZIONE AUTOMATICA

La pensione in regime di cumulo costituisce un’unica pensione complessiva, gli aumenti a titolo di  rivalutazione automatica della stessa sono liquidati, in base alle disposizioni previste per la generalità dei lavoratori, con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato sulla base delle disposizioni di legge vigenti. Gli importi a titolo di rivalutazione sono rapportati proporzionalmente alle singole quote, con onere a carico delle gestioni  interessate.

 

SUPPLEMENTI

I contributi accreditati, successivamente alla titolarità della pensione in regime di cumulo, presso una delle Gestioni interessate, danno diritto alla liquidazione di un supplemento di pensione alla maturazione dei requisiti previsti, calcolato secondo le regole della singola Gestione che ne sosterrà l’onere. Il supplemento viene liquidato dall’INPS in uno con la pensione in regime di cumulo.