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Indennità straordinaria COVID 19: proroga domande al 28 febbraio 2021


È stata prorogata al 28 febbraio 2021 la possibilità, per i Medici Veterinari, di presentare la domanda di Indennità Straordinaria COVID 19.

La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione dell’Enpav nella riunione del 17 dicembre 2020.

Il C.d.A. ha ritenuto opportuno, infatti, visto il protrarsi della crisi epidemiologica, continuare a sostenere i Professionisti che si trovano in uno stato di maggiore difficoltà perché colpiti direttamente dalla malattia.

Rimangono invariate le condizioni già previste, ossia possono richiedere l’Indennità straordinaria i Medici Veterinari iscritti e non in pensione e l’importo riconosciutovaria in base alla gravità:
  • 4.000,00 euro per i malati di Covid che hanno subito un ricovero in terapia intensiva
  • 2.000,00 euro per i malati di Covid che hanno subito un ricovero non in terapia intensiva
  • 1.000,00 euro per coloro che sono risultati positivi al Covid a seguito di tampone molecolare e quindi si trovano in quarantena

L’indennità per quarantena in caso di positività al Covid spetta solo ai Medici Veterinari che esercitano in via esclusiva la libera professione e hanno una posizione contributiva regolare.

Non è prevista la possibilità di accedere all’Indennità Straordinaria COVID 19 nei seguenti casi:
  • quarantena senza positività al Covid (sia con tampone negativo, sia per contatto diretto con contagiato)
  • genitore di minore posto in quarantena

La domanda deve essere presentata entro il 28 febbraio 2021 con il seguente Modello:

Domanda di Indennità straordinaria COVID 19

Avviso di Indagine esplorativa


AVVISO Dl INDAGINE ESPLORATIVA PER LA SELEZIONE Dl OPERATORI INTERESSATI A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA EX ART. 36 D.LGS 50/2016 PER L'AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PULIZIA, SANIFICAZIONE E IGIENIZZAZIONE DEI LOCALI, DEGLI EDIFICI, DELLA SEDE E DEGLI IMMOBILI DELL’ENPAV PER LA DURATA DI 24 MESI (RINNOVABILE PER ULTERIORI 12 MESI) INDETTA AI SENSI DELL’ART. 36, COMMA 2, LETT. B) D.LGS. N. 50/2016, DA AGGIUDICARSI A FAVORE DELL’OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA

L’Enpav promosso dalla Corte dei Conti

Per l’Enpav il bilancio dell’esercizio 2019 si chiude con numeri rassicuranti: un utile di oltre 60,6 milioni, in aumento del 34% rispetto all'anno precedente e un patrimonio netto, pari a 713,9 milioni, cresciuto di oltre il 9%, rispetto al 2018, più entrate e maggiore redditività degli investimenti immobiliari.

È quanto emerge dalla relazione al Parlamento sul bilancio di esercizio 2019 dell’Enpav, approvata dalla Corte dei Conti - Sezione Controllo Enti.

“Questo risultato positivo – rileva la magistratura contabile – è riconducibile all’incremento delle entrate contributive e all’elevata redditività degli investimenti mobiliari. Infatti, il saldo della gestione degli impieghi patrimoniali, sebbene rimanga stabile la gestione immobiliare, registra un risultato positivo per oltre 20 milioni, con una inversione di tendenza rispetto al risultato negativo del 2018 (5,6 milioni)”.

Il saldo della gestione previdenziale dell’Ente, “espressione della differenza fra entrate contributive (111,7 milioni) e spese per prestazioni (52 milioni), è stato pari a 59,7 milioni, registrando un costante incremento negli ultimi esercizi considerati, cioè dal 2016 al 2019”. L’indice di copertura della spesa previdenziale, dato invece dal rapporto fra entrate contributive e pensioni erogate, evidenzia un lieve calo (2,15) rispetto al 2018 (2,18).

Le immobilizzazioni finanziarie, spiega la Corte dei Conti, hanno registrato un incremento di 964.645 euro, passando da 358,8 milioni nel 2018 a 359,8 milioni nel 2019, grazie anche ad un costante monitoraggio dei valori di mercato del patrimonio mobiliare, per riscontrarne la redditività in considerazione della programmazione adottata.

L’assemblea dei delegati approva LA RIFORMA ELETTORALE Enpav

L’Assemblea Nazionale dei Delegati nella riunione dello scorso 25 luglio, convocata a Roma presso l’auditorium di Via della Conciliazione, ha approvato la riforma del sistema elettorale per l’elezione del Presidente, del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale. I delegati che hanno partecipato alla discussione sono stati 96, la maggior parte erano in presenza, circa il 30% erano collegati da remoto. La discussione è stata molto ampia e non sono mancati momenti di confronto anche piuttosto vivaci con una parte dei delegati, ma alla fine è prevalsa la volontà della maggioranza.

La riforma si incentra su due novità fondamentali. La prima attiene all’introduzione di un sistema di liste concorrenti, ciascuna delle quali dovrà prevedere la candidatura di tutti i componenti degli Organi da eleggere (Presidente, Consiglio di Amministrazione e Collegio sindacale). All’interno di ciascuna lista è espressamente riconosciuta una proporzionalità di quote garantite alla componente libero professionale e alla componente rappresentativa della sanità pubblica, ritenendo queste le due anime in cui si inquadra la professione veterinaria. Inoltre, è stata introdotta anche una rappresentanza di genere pari al 30% delle candidature, a conferma ulteriore del perseguimento del fine di garantire una maggiore rappresentatività e di ampliare il più possibile il pluralismo democratico all’interno degli Organi apicali dell’Ente. La dialettica ed il confronto tra le diverse componenti della professione dovrà avvenire nel momento della formazione delle liste, che saranno composte dalle diverse rappresentanze e che proporranno per il mandato un programma coeso ed unitario da realizzare nel corso del mandato. Nella riforma oltre ad essere garantita una rappresentatività (numericamente uguale a quella del sistema vigente) è garantita anche la libera espressione di voto e di scelta del candidato in quanto la lista contiene candidature in numero ben superiore a coloro che saranno eletti ( n.11 candidature a fronte di n.7 da eleggere).

Il secondo punto attiene al numero dei mandati di gestione e alla introduzione di tre mandati nella medesima carica, invece degli attuali due mandati previsti per gli Organi apicali, nonché di quattro mandati per i Delegati invece degli attuali tre mandati. Lo scopo della previsione dei tre mandati è quello di creare un giusto equilibrio tra il principio della rappresentatività ed il principio di governabilità e di continuità nella gestione. L’impegno sottostante a questa modifica è che, per il prossimo mandato 2022/2027, si possa presentare una compagine di candidature frutto di un equilibrato mix di amministratori di esperienza e comprovata competenza, e di nuove risorse da supportare in un adeguato percorso di crescita di competenze.

In un procedimento elettorale democratico e rispettoso dei principi di rappresentatività e di libera espressione di scelta delle preferenze e di voto, l’Assemblea sarà poi sovrana nella scelta della lista che riporterà più voti e che quindi esprimerà la futura governance dell’Enpav, durante le elezioni del 2022

Vale la pena di evidenziare che proprio i delegati più giovani hanno compreso e sostenuto la validità della riforma, giunta a distanza di oltre venti anni dalla prima stesura, e ne hanno colto il senso e la prospettiva verso il futuro; in particolare il valore di un programma comune , condiviso dalle diverse componenti della veterinaria che si candideranno in ciascuna delle liste e che dovranno fare sintesi prima di presentarsi all’elettorato composto da loro colleghi delegati.

Il passaggio successivo sarà quello di attendere l’approvazione dei Ministeri vigilanti che si auspica arrivi in tempo utile per la tornata elettorale dell’aprile 2022.