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FAQ Prestazioni - Pensione Modulare - Previdenza comunitaria - Cumulo gratuito

Prestazioni

Il prestito può essere richiesto da tutti gli iscritti ENPAV, in regola con l’iscrizione e la contribuzione, attraverso gli appositi moduli dell’Ente, per una delle seguenti causali: avvio e sviluppo dell’attività professionale (rientrano in questa ipotesi l’acquisto: di attrezzatura sanitaria veterinaria e di beni strumentali allo svolgimento dell’attività professionale, di arredi, di quote di associazione professionale tra Veterinari, dell’autovettura necessaria allo svolgimento dell’attività lavorativa/professionale); ristrutturazione della struttura sanitaria veterinaria o della casa di abitazione; malattia grave o intervento chirurgico relativamente all’iscritto o ad un appartenente al nucleo familiare. Non è possibile cumulare più causali e neppure presentare contemporaneamente più domande di prestito. Una nuova richiesta di finanziamento, infatti, potrà essere effettuata solo dopo aver estinto il prestito in atto. La domanda, su apposito modulo dell’Ente, deve pervenire entro i termini di scadenza previsti. I termini di scadenza fanno riferimento all’ultimo giorno dei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre, con proroga al primo giorno seguente non festivo nel caso in cui la scadenza del termine cada in una giornata festiva. Sono previsti infatti tre contingenti annui e per ognuno di essi vi sono due deliberazioni delle graduatorie dei richiedenti, predisposte sulla base della causale, dell’anzianità iscrittiva e contributiva e del carico familiare, con un punteggio aggiuntivo per ogni contingente di attesa.
L’importo massimo stabilito è pari a € 50.000,00 da restituire in un periodo massimo di 7 anni, con rate trimestrali posticipate, fatta eccezione per i prestiti con cessione del quinto dello stipendio dove le rate sono mensili. L’importo concedibile comunque non può essere superiore al totale della spesa, effettuata o da effettuare, debitamente documentata, che il richiedente deve sostenere in riferimento alla causale per la quale si chiede il prestito. Per gli importi superiori a € 40.000 occorre prestare esclusivamente la garanzia ipotecaria o procedere con la cessione del quinto dello stipendio.
Il prestito è garantito in particolare con una delle seguenti modalità alternative, rimesse alla scelta del richiedente: ipoteca di primo grado a favore dell’Ente su un immobile di valore adeguato al prestito richiesto, (di proprietà del richiedente o di un terzo garante); cessione del quinto dello stipendio dell’iscritto richiedente il prestito; istituzione di un terzo garante, attraverso la sottoscrizione di un atto di impegno, con scrittura privata predisposta dagli uffici dell’Ente, senza spese, che riconosca il terzo solidalmente obbligato nei confronti dell’Ente in caso di inadempimento del debitore principale (cd. Fideiussione). Per gli importi superiori a € 40.000 occorre prestare esclusivamente la garanzia ipotecaria o procedere con la cessione del quinto dello stipendio.
L’Enpav ha posto particolare attenzione alle esigenze degli iscritti connesse in particolare all’abitazione e allo studio professionale, attraverso la predisposizione di finanziamenti a condizioni agevolate. La Cassa ha perseguito l’intento di garantire la fruizione degli stessi al più ampio numero di Veterinari attraverso un’offerta diversificata di accesso agevolato al credito bancario. Sono state pertanto definite delle Convenzioni con importanti istituti di credito a condizioni vantaggiose rispetto a quelle di mercato. La domanda di mutuo, reperibile nella sezione “Servizi agli iscritti” - "Convenzioni", dovrà essere indirizzata all’Ente, anche a mezzo Fax, utilizzando l’apposito modello inerente l’istituto prescelto, mentre l’istruttoria e l’erogazione del mutuo sono rimesse alla integrale gestione della banca.
Le professioniste iscritte hanno diritto all’indennità di maternità comprendente i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi alla nascita del bambino purché non abbiano diritto ad usufruire di tale indennità da parte di altre gestioni previdenziali. Qualora il periodo d’iscrizione copra solo parzialmente i 5 mesi sopra descritti, l’indennità di maternità sarà calcolata in modo proporzionale. La domanda deve essere presentata dopo il 6° mese di gravidanza ed entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data del parto.
Deve presentare insieme al modulo predisposto dall’Ente, che contiene un’autocertificazione relativa a tutti gli elementi necessari, e alla copia della dichiarazione dei redditi prodotti nel secondo anno precedente a quello dell’evento, completa di ogni quadro utilizzato, i seguenti documenti: per la NASCITA un certificato medico di certa gravidanza rilasciato da un medico della USL competente per territorio, dal quale risultino, oltre alle generalità complete, anche il mese di gravidanza alla data della visita e la data presunta del parto; per l’ADOZIONE o l’AFFIDAMENTO una copia autentica del provvedimento di adozione o affidamento preadottivo e idonea dichiarazione circa la data di ingresso del bambino nella famiglia; infine per l’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA un certificato medico rilasciato dall’USL che ha fornito le prestazioni sanitarie comprovante il giorno dell’avvenuta interruzione della gravidanza.
In caso di reddito negativo o uguale a zero è prevista comunque un’indennità minima garantita, il cui importo varia di anno in anno e di cui può trovare informazioni nella sezione del sito “ Prestazioni - indennità di maternità”.
Sì, attualmente sono previsti due tipi di sussidi legati al livello di studio: ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado e Università. Nel primo caso è richiesta la promozione con la votazione di almeno 83/100, mentre per l’Università è necessario essere in regola con il piano di studi seguito e avere una media aritmetica non inferiore ai 27/30. Il termine finale di presentazione della domanda (su apposito modulo dell’Ente) è di regola stabilito al 30 settembre di ogni anno.
Per tutti gli iscritti all’Enpav, è attivo automaticamente un Piano Base a tutela della salute. Il Piano Base, stipulato con la compagnia RBM Salute, prevede soprattutto la copertura per cure oncologiche, grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi. Sono compresi anche alcuni esami di alta specializzazione, la prevenzione odontoiatrica (detartrasi annuale), speciali indennità in caso di brucellosi o di altre malattie professionali. Sono garantite inoltre le visite specialistiche, solo in forma diretta presso i centri convenzionati RBM Salute, e i trattamenti fisioterapici. Prima di effettuare ogni prestazione è consigliabile chiedere conferma della copertura alla Compagnia al numero verde 800/991804.
Il Piano Base si attiva automaticamente per gli iscritti. I pensionati, anche di invalidità o inabilità, e i cancellati dall’Ente ma iscritti all’Ordine, possono aderire facoltativamente alle condizioni proposte annualmente. La copertura del Piano Base può essere ampliata con l’acquisto di un Piano Integrativo, ad adesione volontaria per tutti. Il Piano Base e il Piano Integrativo possono essere acquisiti anche per i familiari (coniuge /convivente e figli a carico fino ai 30 anni).
Il Piano Integrativo estende la copertura agli accertamenti specialistici e interventi chirurgici (anche in day hospital) non compresi dal Piano Base.
Ci sono due modalità per usufruire delle prestazioni: la forma diretta o la forma rimborsuale. La forma diretta, obbligatoria per le prestazioni come le visite specialistiche, la detartrasi e i trattamenti fisioterapici da malattia, prevede di rivolgersi alle strutture convenzionate con la Compagnia ed è necessario chiedere l’autorizzazione a RBM Salute almeno 48 ore prima della prestazione (o telefonando al numero 800/991804 o tramite mail all’indirizzo assistenza.enpav@rbmsalute.it). Per la forma rimborsuale, si può effettuare la prestazione dove si vuole, e poi si chiede il rimborso con il modulo “Modulo Rimborso spese sanitarie”. Prima di ogni prestazione è necessario chiedere al proprio medico una prescrizione con indicazione della patologia o del quesito diagnostico (presunta patologia) che rende necessaria la prestazione.
In caso di malattia o infortunio, che incidano sulla capacità professionale, sono riconosciuti due tipi di pensione: invalidità e inabilità, che si differenziano per l’entità della malattia o dell’infortunio sulla capacità professionale. Infatti l’invalidità viene concessa quando il grado di invalidità professionale specifica sia superiore ai due terzi (66,6%) e consente al Veterinario di restare iscritto all’Enpav in vista del pensionamento di vecchiaia, alla maturazione dei requisiti. La pensione d’invalidità è pari all’ 80% dell’importo risultante dal calcolo finale.
La pensione di inabilità spetta invece all’iscritto la cui capacità all’esercizio della professione sia esclusa in maniera totale e permanente (invalidità 100%) e comporta la cancellazione dall’Albo professionale dopo la concessione della pensione. Per tale pensione è corrisposto l’intero importo di pensione derivante dal calcolo finale.
In caso di malattia, per entrambi i trattamenti pensionistici, sono necessari almeno 5 anni di iscrizione. Per ognuna delle prestazioni descritte esiste un apposito modello presente nella sezione “Prestazioni” -“Modulistica” del sito Internet dell’Ente.
La pensione di inabilità viene concessa quando, in seguito a malattia ed infortunio sopravvenuti all’iscrizione, la capacità dell’iscritto all’esercizio della professione sia esclusa in maniera permanente e totale. Per tale pensione è corrisposto l’intero importo di pensione derivante dal calcolo finale. Tale forma di pensionamento comporta la cancellazione dall’Albo professionale dopo la delibera di concessione. La pensione di invalidità, invece, è concessa all’iscritto con una invalidità professionale specifica superiore ai due terzi (66,6%). La pensione viene determinata in base all’ 80 % dell’importo risultante dal calcolo ordinario, ma il veterinario può rimanere iscritto all’Ordine e all’Enpav, versando il contributo soggettivo minimo in misura ridotta al 50%, e continuare a svolgere l’attività professionale.
La domanda deve essere accompagnata da certificazione medica da cui risulti la patologia, la data d’insorgenza e il grado d’invalidità conseguente. Il richiedente sarà poi sottoposto a visita da una Commissione medica nell’ambito della provincia di appartenenza, nominata dall’Ente di concerto con l’Ordine.

Sono previste delle erogazioni assistenziali una tantum qualora alla malattia o all’infortunio si sia accompagnato anche uno stato di necessità economica, ancorché transitoria. In tal caso la domanda, corredata della necessaria documentazione, deve essere inoltrata tramite l’Ordine provinciale di appartenenza.

Sì, è tenuta a comunicarcelo. Il trattamento di pensione cesserà ma le saranno corrisposte due annualità di pensione.
Analogamente a quanto previsto per la pensione indiretta, la reversibilità è riconosciuta al coniuge superstite (nella misura del 60 %) e ai figli minorenni o maggiorenni studenti o inabili (nella misura di un 20% per ogni figlio avente diritto, sino al 100% del trattamento pensionistico).
Ai superstiti del veterinario che al momento del decesso vantava almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione all’Ente spetta la pensione indiretta. In particolare tale diritto viene riconosciuto al coniuge superstite (nella misura del 60 %) e ai figli minorenni o maggiorenni studenti o inabili (nella misura di un 20% per ogni figlio avente diritto, sino al 100% del trattamento pensionistico).
In tal caso, purché ricorrano almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione successivi al 1° gennaio 1991, si potrà percepire una rendita pensionistica contributiva. E’ prevista la reversibilità della rendita in favore del coniuge superstite, dei figli minorenni o maggiorenni studenti o inabili.
È possibile variare i propri dati anagrafici, compresa la residenza, accedendo all’area personale di Enpav Online, cliccando sulla funzione Adesioni e Variazioni → Anagrafiche. In alternativa si può inviare una richiesta tramite email (enpav@enpav.it).

La riduzione dell’importo pensione  può essere ricondotto a diversi fattori.
Innanzitutto alle Comunicazioni del Casellario centrale dei pensionati, istituito presso l’INPS. Gli Enti previdenziali infatti sono obbligati a comunicare al Casellario i dati relativi ai trattamenti previdenziali erogati nel corso di ciascun anno. Tale casellario individua i percipienti di più trattamenti pensionistici e sulla base dell’imponibile complessivo calcola l’aliquota di prelievo fiscale nonché le detrazioni spettanti. Periodicamente comunica ai diversi Enti erogatori di pensione le ritenute fiscali da operare e questi, come sostituti d’imposta, adeguano il prelievo fiscale a quanto comunicato dall’INPS.
Un altro fattore di riduzione può essere correlato alle addizionali comunali e regionali in quanto dal mese di marzo e fino a novembre l’Ente provvede a trattenere gli importi relativi alle addizionali regionali e comunali all’IRPEF.

Le detrazioni per familiari a carico spettano nei casi in cui i soggetti a carico siano in possesso di un reddito complessivo annuo personale inferiore a euro 2.840,51.
Per ottenere il duplicato del modello CU occorre farne richiesta scritta tramite email all’indirizzo enpav@enpav.it.
In caso di accredito bancario deve innanzitutto verificare presso la sua Banca che non siano intervenute variazioni delle coordinate bancarie e del conto codice IBAN. Qualora tutto sia in regola, occorre fare una comunicazione all’Enpav affinché possano essere avviati i dovuti accertamenti. Tale comunicazione è necessaria anche quando il pagamento avviene a mezzo assegno.
Il pensionamento, compreso quello conseguente alla pensione di vecchiaia anticipata, consente di mantenere l’iscrizione attiva all’Albo, e quindi all’Enpav, con possibilità di continuare l’esercizio della professione. Non è previsto il versamento di contributi minimi dopo il pensionamento, ma saranno dovuti contributi solo in presenza di reddito professionale. In tal caso, quindi, per coloro che proseguono nell’esercizio della professione e nella puntuale contribuzione all’Ente dopo il pensionamento, è previsto un supplemento della pensione, erogato d’ufficio dall’ Ente allo scadere di ogni quadriennio di iscrizione e contribuzione dal pensionamento.
Nell’area personale di Enpav Online è possibile effettuare una simulazione della pensione. Nella sezione Simulazioni e Consultazioni → Prestazioni è disponibile la funzione “Calcola Pensione di vecchiaia”. Altrimenti è possibile inviare una richiesta tramite mail (enpav@enpav.it) o tramite posta ordinaria.
Alla  maturazione dei requisiti di età anagrafica e di contribuzione occorre inoltrare domanda all’Enpav tramite il modulo apposito, che può essere scaricato dal nostro sito, nella sezione “Modulistica Prestazioni”. La pensione è pagata mensilmente, con valuta del giorno 27, mentre la tredicesima è pagata a parte, normalmente verso la metà del mese di dicembre.

A seguito della riforma del sistema previdenziale, entrata in vigore dal 1° gennaio 2010, i requisiti minimi di accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria sono fissati in 68 anni di età anagrafica e 35 anni di contribuzione. La decorrenza è dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti sopra menzionati.
E’ stata introdotta inoltre un’altra forma di pensionamento, che ha sostituito la pensione di anzianità non più vigente. Si tratta della pensione di vecchiaia anticipata, con cui gli iscritti, con almeno 35 anni di contribuzione, possono accedere alla pensione con un’età compresa tra i 62 ed i 67 anni. A seconda della combinazione tra età anagrafica e contribuzione maturata al momento della richiesta di pensionamento anticipato, e conseguentemente sulla base degli anni di anticipazione della quiescenza, verrà applicato all’importo pensionistico un coefficiente di riduzione percentuale.
Tale riduzione non trova applicazione nel caso in cui risultino 40 anni di contribuzione.
La decorrenza della pensione anticipata è dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda in presenza dei requisiti dell’età e dell’anzianità contributiva.

Per tali casistiche l’Enpav ha previsto l’Istituto dei “Sussidi alla genitorialità”. Entro i due anni di età del bambino le iscritte all’Ente possono presentare domanda per le spese sostenute per usufruire dei servizi sia di asili nido che di baby sitting. L’Ente può liquidare fino a un massimo di 300 euro mensili per un periodo variabile dai 5 agli 8 mesi. Ogni anno viene adottato un Bando (pubblicato nel nostro sito Internet) che stabilisce il numero di mesi per il quale viene concesso il sussidio e i contingenti entro cui fare richiesta. La domanda di sussidio di genitorialità può essere presentata solo una volta per ciascun figlio e la prestazione viene erogata in un'unica soluzione. Il sussidio è previsto anche in caso di adozione fino a 6 anni di età del bambino.
Alla domanda di sussidio alla genitorialità devono essere allegati: una copia del documento di identità della richiedente, una copia della Dichiarazione ISEE del nucleo familiare (redatta da un Centro di Assistenza Fiscale-CAF) rilasciata nell’anno in cui si presenta la domanda e la documentazione attestante le spese sostenute (quali ad esempio, ricevute/fatture dell’asilo nido, contratto e bollettini Inps versati/voucher per la baby sitter ,ecc.).

Pensione modulare

Sì, è possibile farlo aderendo alla Pensione modulare. La pensione modulare costituisce un segmento volontario che si aggiunge alla pensione ordinaria (vecchiaia, invalidità o inabilità, indiretta) nel momento in cui si acquisisce il diritto al pensionamento. Si può decidere annualmente il versamento da effettuare e non è obbligatorio farlo ogni anno. È necessario però versare il contributo per almeno cinque anni, anche non consecutivi. La quota di pensione modulare che si aggiunge alla base sarà calcolata con il metodo contributivo con dei correttivi. Il montante contributivo individuale, determinato dai contributi versati e rivalutato annualmente, al momento del pensionamento viene trasformato in rendita sulla base di un coefficiente corrispondente all’età anagrafica dell’iscritto in tale momento.
Si aderisce ogni anno compilando il Modello2 entro la scadenza della compilazione del Modello1 nella propria area personale di Enpav Online. Con il Modello2 si sceglie un’aliquota che va dal 2% al 14% del reddito professionale prodotto nell’anno precedente e dichiarato con il Modello1. Se il reddito dichiarato è inferiore al minimo o pari a zero la percentuale scelta si calcola sul reddito convenzionale.
I Bollettini dei contributi modulare sono emessi ogni anno a partire dal mese di luglio e sono disponibili nella sezione “Consultazione M.Av./S.dd.”. Se l’importo da versare è inferiore a € 1.500,00 viene emesso un solo bollettino con scadenza 30 settembre, mentre se l’importo è superiore vengono emessi due M.Av. con scadenza 30 settembre e 30 novembre.
Il contributo modulare deve essere versato per un numero minimo di cinque anni, anche non consecutivi.
I contributi modulari sono integralmente deducibili in quanto hanno la natura di contributi versati a una forma di previdenza obbligatoria (art. 10, lett. e) del T.U.I.R. come modificato dall’art. 13 del D.Lgs. 47/2000).

Previdenza comunitaria

Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia , l'Ungheria, la Svizzera (a partire dal 1/4/2012); gli stati Ees - il Liechtenstein, Islanda e Norvegia - (a partire dal 1/6/2012).

I professionisti (autonomi o subordinati) che operano in diversi Stati membri o che risiedono nello Stato in cui la maggior parte della loro attività si svolge, sono regolati dalla legislazione dello Stato in cui risiedono.
Tuttavia, se lo Stato di residenza non è quello in cui i professionisti svolgono la maggior parte del proprio lavoro, le disposizioni prevedono “il distacco” contributivo, ossia un temporaneo esonero contributivo presso lo Stato dove esercitano l’attività lavorativa.

Laddove si applichi la legislazione italiana, l’Enpav fornisce ai professionisti un Modulo A1 compilato per essere esentati dal pagamento dei contributi all'estero e una copia che deve essere inviata all'istituzione di riferimento all'estero.
Invece, quando si applica la legislazione straniera, il modulo A1 deve essere inviato all’Enpav.

Il principio di totalizzazione a livello internazionale permette di beneficiare di prestazioni pensionistiche sommando i periodi di contribuzione maturati in base alla legislazione di un altro Stato membro dell'Unione europea, a condizione che tali periodi non coincidano. Di conseguenza, i professionisti prossimi al pensionamento che abbiano pagato i contributi agli enti di previdenza dei diversi Stati membri e che non abbiano l’anzianità contributiva necessaria per ricevere prestazioni pensionistiche (anche solo in uno di tali Stati), devono rivolgersi all’ultimo ente di previdenza presso il quale risultano iscritti al raggiungimento dell’età pensionabile.

Gli enti di previdenza coinvolti, dopo aver concluso l’iter istruttorio, aggregano gli anni di contribuzione e pagano la quota di pensione, ognuno per la loro competenza, calcolata sulla base dei contributi effettivamente versati.

No. Unica eccezione è rappresentata dai funzionari della Comunità Europea. In tale ipotesi, infatti, non è necessario alcun accordo o norme interne di recepimento.

Nel caso di trasferimento presso Stati extracomunitari sono necessari degli accordi bilaterali tra lo Stato italiano e gli Stati extra UE. Tali accordi non si applicano alle Casse dei liberi professionisti, ma solo ai lavoratori dipendenti e autonomi assicurati presso la gestione pubblica dell’Inps. Nel caso, quindi, si rende necessario avere una posizione presso l’Inps.
Sul tema si deve evidenziare che l’AdePP (Associazione degli Enti Previdenziali Privatizzati) si sta attivando per una revisione dei suddetti accordi al fine di estenderne l’applicazione alle Casse dei professionisti.

Informare l’Ente straniero per comunicare la posizione previdenziale aperta in un altro Stato membro. Nel caso di un trasferimento temporaneo (fino a 24 mesi) l’Enpav potrà rilasciare (previa richiesta) il modulo A1.

Cumulo gratuito

Il cumulo permette, agli assicurati che hanno maturato periodi contributivi in diverse forme di previdenza obbligatoria, di accedere al pensionamento di vecchiaia o di vecchiaia anticipata, sommando i periodi non coincidenti nell’ambito della complessiva contribuzione, senza alcun onere a carico dell’interessato.

Qualora si intenda conseguire il diritto al trattamento pensionistico in regime di cumulo, decadono per tutte le gestioni coinvolte i requisiti propri di ogni ordinamento e si dovrà far riferimento esclusivamente a quelli dettati dalla normativa del cumulo. Si acquisisce il diritto ad un’unica pensione calcolata pro quota da ciascuna gestione, utilizzando i contributi versati presso ciascuna gestione.

Il cumulo non determina un trasferimento di contribuzione da una Gestione all’altra. Le anzianità contributive di ogni Gestioni resteranno invariate .

Non è possibile cumulare periodi parziali di contribuzione. Il cumulo comporta l’utilizzo dell’intero periodo di contribuzione di tutte le Gestioni interessate.

No. I periodi contributivi coincidenti tra le diverse Gestioni non vengono persi, ma sono utilizzati ai fini della misura della pensione. Infatti ciascun Ente previdenziale  conteggerà la pro - quota su tutta l’effettiva contribuzione versata nella propria Gestione.

La rinuncia è possibile soltanto fino a quando non si sia conclusa la fase istruttoria e l’interessato non abbia ricevuto la formale comunicazione dell’attivazione della pensione. In sostanza, quindi, non si deve essere già titolari di assegno di pensione.

La risposta è negativa in quanto il cumulo è possibile esclusivamente se non si è titolari di assegno di pensione.

La domanda deve essere presentata alla maturazione dei requisiti per il pensionamento in regime di cumulo. Verrà quindi istruita un’unica domanda di pensione, che comporterà il contestuale pensionamento nelle gestioni previdenziali coinvolte. Di conseguenza sarà riconosciuto un unico trattamento pensionistico, che corrisponderà alla sommatoria delle diverse pro-quote di pensione.

Il cumulo per i contributi versati presso gli Enti di previdenza dei professionisti è operativo dal 1° gennaio 2017. Tuttavia la concreta operatività della normativa e la definizione degli aspetti tecnici è subordinata all’adozione delle relative disposizioni attuative e dell’attivazione di una convezione con l’INPS.