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FAQ Contributi

I dati anagrafici possono essere variati accedendo all’apposita funzione dell’area iscritti del sito. In alternativa, mediante una comunicazione scritta, proveniente direttamente dall’interessato o dall’Ordine professionale di appartenenza.

La posizione contributiva può essere riscontrata direttamente sul sito all'interno dell'area iscritti.
Si precisa che, nel periodo ante 2002, il versamento dei contributi minimi veniva effettuato tramite cartella esattoriale.
Al fine di una attestazione di pagamento, relativa al suddetto periodo, è necessario, pertanto, indirizzare specifica richiesta all'Ente che effettuerà gli opportuni riscontri con i Concessionari competenti.

L’Ente, ricevuta la domanda di ricongiunzione e acquisiti i dati necessari dalla Gestione previdenziale alla quale sono stati versati i contributi da ricongiungere, comunica al proprio iscritto l’ammontare dell’onere da versare.
Si, si può effettuare la ricongiunzione presso l’Enpav dei contributi versati presso altri enti di previdenza. A tal fine è necessario essere iscritti all’Ente al momento della presentazione della domanda e aver chiuso la posizione presso la Gestione che dovrà trasferire i contributi.
Sì. La ricongiunzione dei periodi assicurativi maturati presso questo Ente deve essere richiesta direttamente alla Gestione previdenziale, alla quale si è iscritti, che provvederà successivamente a richiedere all’ENPAV il riepilogo dei contributi maturati e ad informare il richiedente in merito all’eventuale onere da versare. Potranno concorrere all’aumento dell’anzianità contributiva solo i periodi assicurativi non coincidenti.
All’interno dell’area iscritti del sito Internet è disponibile un servizio che consente di conoscere, alla data della simulazione e previo inserimento degli anni da riscattare, l’onere approssimativo da versare per usufruire della facoltà di riscatto.
No. Si possono riscattare esclusivamente i periodi per i quali non risultano versati contributi previdenziali dal datore di lavoro.
No, possono essere riscattati solo gli anni del corso legale di laurea.
Sì. Il riscatto può essere esercitato per uno o più anni, e/o per uno o più semestri a scelta dell’iscritto.
Si, a condizione che l’istante sia iscritto all’Ente, che abbia un’anzianità iscrittiva e contributiva, anche discontinua, di tre anni e una posizione contributiva regolare nei confronti dell’Ente.
Il corso di laurea può essere riscattato una sola volta presso una gestione previdenziale.
Nella sezione Modulistica Contributi troverà il modulo da utilizzare per annullare o revocare la richiesta di esonero precedentemente presentata.
Nel caso in questione dovrà indicare come decorrenza della revoca la medesima data in cui ha aperto la partita IVA.

L’art. 6, comma 2, del TUIR prevede che le indennità percepite a titolo di risarcimento per la perdita di redditi costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. L’indennità di maternità, in qualità di reddito professionale, deve essere quindi dichiarata nel quadro RE del Modello Unico e quindi anche nel quadro 2, rigo A1, del Modello 1 trasmesso all’ENPAV.

Nel riquadro B1 “volume d’affari dichiarato ai fini IVA” deve essere indicato l’importo dichiarato nel quadro VE della dichiarazione IVA diviso 1,02.
Si. Il Veterinario che esercita, anche in via eccezionale e temporanea, la libera professione intramuraria, o l’analoga attività di prestazione c/terzi, deve riportare, nel quadro A1, la cifra relativa a tali attività. Per il volume d’affari, invece, deve indicare il valore 0.
Si. Il professionista iscritto all’Albo professionale e all’ENPAV è tenuto ad indicare all’interno della dichiarazione annuale obbligatoria dei dati reddituali (Modello 1) il reddito conseguito per lo svolgimento di prestazioni di lavoro autonomo occasionale attinente la professione veterinaria, riportato nel “quadro RL” del Modello UNICO, sezione “Redditi diversi”.
Si, l’importo percepito a titolo di compenso derivante da una collaborazione attinente la professione veterinaria deve essere dichiarato all’Ente nel Modello 1, sia nel rigo A3 che nel rigo B5 dello stesso.
Si, se durante l’anno al quale si riferisce il Modello 1 era iscritto all’Albo professionale.
Il Modello 1 si riferisce ai dati reddituali prodotti nell’anno precedente rispetto a quello della dichiarazione e sono tenuti ad inviarlo tutti coloro che durante tale anno (anche solo per alcuni giorni) sono stati iscritti all’Albo professionale, a meno che non abbiano presentato la richiesta di esonero dall’invio del Modello 1 in quanto durante tale periodo non avevano prodotto alcun reddito professionale.
In qualità di cancellato dall’ENPAV che, quindi, non produce un reddito assoggettabile a contribuzione presso questo Ente, può presentare la richiesta di esonero dall’invio del Modello 1 utilizzando l’apposita modulistica che troverà su questo sito.

E’ obbligatorio l’invio telematico del Modello1, attraverso la funzione “Trasmissione Modelli” disponibile all’interno dell’area riservata, “Accesso Iscritti”, di Enpav Online. All’interno del menù “Ristampa” è disponibile la ricevuta di invio del Modello.

Entro il 30 novembre, è possibile rettificare i dati comunicati attraverso la funzione “Rettifica Modelli” di Enpav Online.
Dopo il 30 novembre non è più consentita la rettifica online, ma è necessario inviare all’Ente un’istanza di rettifica.
Il Modello 1 dovrà essere ugualmente compilato ed inviato inserendo il valore zero (0,00) negli appositi campi.
L’agevolazione in questione (esenzione dall’applicazione dell’IRPEF) ha valore solo ai fini fiscali e non riguarda invece il trattamento previdenziale di tali compensi.
Sotto tale ultimo profilo si rileva difatti che, la borsa di studio è un compenso percepito da un professionista iscritto all’Albo professionale e all’ENPAV che deriva da un rapporto assimilabile ad una collaborazione coordinata e continuativa attinente la professione veterinaria e quindi, come il reddito da collaborazione, deve essere dichiarato nel rigo A1 del Modello 1.

L’esenzione dall’obbligo di dichiarazione nel Modello 1 del reddito derivante da rapporto convenzionato riguarda solo ed esclusivamente i Medici Specialisti Ambulatoriali che hanno stipulato delle convenzioni ai sensi dell’ACN del 23 marzo 2005.
Considerato che il rapporto da Lei descritto non rientra nel regime convenzionale sopra indicato, quanto piuttosto in quello dei normali rapporti libero-professionali, il reddito prodotto dovrà necessariamente essere dichiarato nel Modello 1.

L'art. 61 del D.Lgs. n. 276/2003 (Legge Biagi) ha individuato una nuova modalità di svolgimento dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, definita collaborazione a progetto, escludendo espressamente da tale tipologia contrattuale le professioni intellettuali per il cui esercizio è necessaria l'iscrizione in appositi Albi professionali esistenti alla data del 24 ottobre 2003 (data di entrata in vigore della Legge).
In tali casi, dunque, si richiama la disciplina prevista per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche sotto il profilo del trattamento previdenziale dei redditi prodotti.
Al riguardo si ricorda che la Legge n. 335/1995 ed i relativi regolamenti di attuazione, hanno escluso dall'obbligo dell'iscrizione alla Gestione Separata INPS “ i redditi già assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria ” (in tal senso si veda l'art. 6 del D.M. n. 281/1996).
La stessa INPS, inoltre, con circolare n. 124/1996, ha precisato che “ il pagamento alla cassa professionale di un contributo forfetario di importo non direttamente proporzionale al reddito, ma determinato in maniera fissa, integra le condizioni per l'esclusione del pagamento del contribuzione 10% alla gestione separata INPS se, in relazione al contributo versato alla cassa, è prevista l'erogazione di un trattamento pensionistico ”.
Del resto alle medesime conclusioni è giunto anche il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con parere reso in data 21 novembre 2001, prot. n. 9PP/81484/VET-Q-3, a fronte del quesito formulato in tal senso da questo Ente, sostenendo che, “ trattandosi nella specie di esercizio di attività professionale, svolta da soggetti iscritti all'Albo, risultano compiutamente soddisfatti i requisiti previsti dalla vigente normativa per l'assoggettamento a contribuzione presso l'Ente di categoria: ne consegue che i relativi compensi sono da assoggettare a tutela previdenziale ENPAV”.

L'esercizio della facoltà di rinuncia all'iscrizione dall'ENPAV è subordinato al possesso di determinati requisiti previsti dalla legge e dal Regolamento di Attuazione allo Statuto. In particolare, il richiedente deve svolgere esclusivamente attività di lavoro dipendente o autonomo, per tale intendendosi quello non attinente la professione veterinaria, ed essere iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria.
Nei casi di Veterinari, percettori di borse di studio, per la partecipazione ai corsi di dottorato di ricerca si è in presenza di professionisti che hanno scelto di iscriversi all'Albo professionale e conseguentemente sono iscritti alla propria Cassa previdenziale della Categoria. Questi ultimi, inoltre, esercitano attività che rientra nell'oggetto della professionale, non in virtù di un rapporto di lavoro dipendente con l'Università, ma in ragione di una rapporto assimilabile ad una collaborazione coordinata e continuativa (in tal senso si è espressa anche l'INPS con circolare n.101 del 5 maggio 1999).
Considerato dunque l'insieme degli elementi sopra descritti e tenuto conto che, nei casi di svolgimento di attività professionale sotto forma di collaborazione coordinata persiste l'obbligo dell'iscrizione e contribuzione all'ENPAV come precisato anche dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale con parere reso in data 21 novembre 2001, prot. n. 9PP/81484/VET-Q-3, i Medici Veterinari titolari di borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca sono obbligatoriamente iscritti dall'ENPAV e sono tenuti, altresì, a dichiarare nel Modello 1 annuale l'ammontare dei compensi percepiti per lo svolgimento dell'attività professionale.
In merito al regime previdenziale al quale devono essere sottoposti i Medici Veterinari titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interpellato dall’Ente, con nota del 21 novembre 2001 n. 9PP/81484/VET-Q-3, ha chiaramente riconosciuto che “trattandosi nella specie di attività professionale svolta da soggetti iscritti all’Albo, risultano compiutamente soddisfatti i requisiti previsti dalla vigente normativa per l’assoggettamento a contribuzione presso l’Ente di categoria: ne consegue che i relativi compensi sono da assoggettare a tutela previdenziale ENPAV”.

La facoltà di rinuncia all’iscrizione può essere esercitata dai veterinari iscritti dopo il 27 aprile 1991 che esercitano esclusivamente attività di lavoro subordinato o autonomo (questo ultimo non attinente la professione veterinaria) per il quale sono iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria.                                                                                          
La domanda deve essere presentata con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà utilizzando il modulo reperibile sul sito da trasmettere unitamente alla documentazione di seguito descritta:
1. una fotocopia leggibile di un documento di identità valido;
2. un attestato di servizio rilasciato dal datore di lavoro con indicata la qualifica e le mansioni svolte (solo per i dipendenti di azienda privata).
La cancellazione dall’Ente decorre dalla data di invio della suddetta domanda.

I contributi Enpav deducibili sono: il contributo soggettivo minimo, il contributo soggettivo eccedente, il contributo di maternità, il contributo di solidarietà, il contributo modulare ed eventuali oneri pagati a titolo di riscatto e ricongiunzione. Il contributo integrativo minimo può essere dedotto per la parte che rimane a carico dell’iscritto obbligatoriamente all’Enpav.

Tutti gli iscritti agli Albi professionali sono iscritti d’ufficio all’Enpav e sono tenuti al pagamento della contribuzione minima. Nel caso di prima iscrizione con un’età anagrafica inferiore ai 32 anni, i primi 12 mesi sono gratuiti, il 2° anno la contribuzione minima è ridotta al 33%, il 3° e 4° anno al 50%.