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21/06/2014 Assemblea Nazionale dei Delegati



Assemblea Nazionale dei Delegati del 21 giugno 2014

Bilancio di Esercizio 2013 approvato all’unanimità

Il 21 giugno u.s. si è svolta l’Assemblea Nazionale dei Delegati provinciali Enpav.

Ha aperto la riunione la relazione del Presidente Mancuso che ha riassunto i recenti momenti in cui la gestione e l’equilibrio delle Casse dei professionisti sono stati messi sotto stress, dall’applicazione della spending review alla fatturazione elettronica: entrambe norme pensate per la pubblica amministrazione e applicate agli enti privatizzati, in nome della loro inclusione nell’elenco ISTAT degli organismi pubblici non economici.

Il Presidente ha quindi relazionato all’Assemblea sulle attività dell’Ente evidenziando la realizzazione di una prima parte degli obiettivi programmatici del quinquennio della gestione. Ha, tra gli atri , sottolineato il raggiungimento degli obiettivi di politica comunicativa che hanno riguardato la revisione completa del sito internet, l’intensificazione delle comunicazione on line con gli iscritti, gli incontri sul territorio.

Il Presidente Mancuso ha quindi invitato la Prof.ssa Laura Piatti, Presidente del Collegio Sindacale e rappresentante del Ministero del Lavoro.

“Il Collegio è molto soddisfatto – ha sottolineato la Piatti – dell’impianto e dei risultati della riforma del sistema pensionistico dell’Ente resa necessaria dalla richiesta ministeriale di garantire la sostenibilità a 50 anni e delle scelte di investimento fatte, ma anche, più in generale, del lavoro del Consiglio di Amministrazione, che condivide  e discute con estrema trasparenza ogni sua scelta, chiedendo sempre l’avallo e il contributo del Collegio Sindacale”. Ha anche evidenziato l’apprezzamento per la volontà del Consiglio di definire il modello di gestione degli investimenti immobiliari , integrandolo con il modello già esistente e relativo alla parte mobiliare.

La relazione del  Vicepresidente Scotti ha avuto come tema l’andamento del mercato mobiliare e dei relativi investimenti dell’Ente: “Si comincia a vedere un pò di luce in fondo al tunnel della crisi. L’asset di Enpav – ha sottolineato il Vicepresidente - è molto vicino a quello strategico ottimale e questo ci rende soddisfatti della  una gestione diversificata e di un attento risk management”.

Il Consigliere Davide Zanon ha spiegato ai Delegati l’iter formale seguito da Enpav nella gestione del rischio legato agli investimenti mobiliari, sia nella fase di scelta dei prodotti che di successivo monitoraggio, mentre il Consigliere Ezio Abrami ha presentato l’ultimo investimento immobiliare realizzato dall’Ente.

Al Consigliere Oscar Gandola il compito di chiudere il cerchio delle relazioni introduttive dell’Assemblea, descrivendo il processo di riorganizzazione della struttura, che l’Ente ha di recente intrapreso con l’obiettivo di migliorare i processi attuali e di strutturare un nuovo sistema di valutazione delle performance.-

Vari  i punti all’ordine del giorno.

E’ stato modificato l’art. 42 del Regolamento di Attuazione allo Statuto dell’Ente, che disciplina i prestiti agli iscritti. Le modifiche, approvate all’unanimità, prevedono l’innalzamento dell’ammontare massimo del prestito fino a 50.000 Euro e il passaggio da una scadenza semestrale a trimestrale per il pagamento delle rate ,fermo restando i limite di 7 anni per la restituzione. In un momento di credit crunch, queste due misure costituiscono una fondamentale presa di respiro per i Medici Veterinari che possono trovare nei prestiti concessi dall’Ente un aiuto concreto nell’apertura o negli interventi di sviluppo della propria attività o nella ristrutturazione della casa.

Approvazione unanime anche per le modifiche del Regolamento sul riscatto degli anni di laurea e del servizio militare.

Le novità più rilevanti sono l’introduzione della possibilità di un riscatto anche parziale degli anni di studio e la possibilità di riscattare, fino a tre anni, il periodo di scuola di specializzazione e di tirocinio extracurriculare. Un’opportunità, quella del riscatto della laurea, di cui spesso i giovani iscritti non avvertono in pieno la rilevanza, mentre è fondamentale trasmettere l’importanza di accedere al riscatto nei primi anni della propria vita lavorativa, quando, per ragioni anagrafiche e reddituali, la convenienza è massima.

Entrambe le delibere assembleari devono essere ora trasmesse ai Ministeri vigilanti per l’approvazione di competenza.

E’ stato infine presentato all’Assemblea il Bilancio d’esercizio 2013 anch’esso approvato all’unanimità dai presenti: al 31/12/2013 il patrimonio netto dell’Ente ha registrato un incremento del 10,98% rispetto a quello dell’anno precedente, con un tasso di rendimento del patrimonio del 2,15%. Il conto economico del bilancio, che riassume i risultati dell’attività gestionale svolta nell’anno, mostra un utile d’esercizio in crescita dell’11,11% rispetto al 2012. Positivi anche gli indicatori relativi al rapporto iscritti/pensionati  e entrate contributi /uscite per prestazioni.

L’aumento dei costi (+9,62%) è da ricondurre essenzialmente all’onere per le prestazioni previdenziali e assistenziali, agli oneri finanziari e tributari, nonché agli accantonamenti per fondi. I costi strettamente legati alla gestione sono infatti diminuiti quasi del 3%.

I ricavi 2013 hanno visto un aumento del 10,19% con un +8,46% di aumento delle entrate contributive.

Nella parte finale dell’Assemblea è stato preso l’impegno di dare la massima attenzione alle veterinarie che si trovano ad affrontare una gravidanza a rischio, attraverso lo strumento delle provvidenze straordinarie. 

30/05/2014 Mancuso nominato nel Comitato Tecnico EURELPRO

IL PRESIDENTE MANCUSO NOMINATO NEL COMITATO TECNICO EURELPRO

Il secondo mandato presidenziale di Andrea Camporese ha portato AdEPP a un respiro europeo, culminato con la presentazione in Commissione Europea, il 9 aprile scorso, dell’Action Plan, documento che equipara PMI e professionisti come motori economici e creatori di PIL e lavoro e segna la loro pari dignità come fruitori di fondi europei.

Questo percorso ha portato AdEPP a confrontarsi e a collaborare ancor più strettamente con Eurelpro, l’associazione europea degli enti previdenziali dei professionisti, di cui, dal primo gennaio prossimo Camporese prenderà il testimone della presidenza. Ma, in realtà, ne assumerà delega già da luglio, in considerazione del semestre italiano di Presidenza del Consiglio europeo.

L’Assemblea dei Presidenti AdEPP dello scorso 29 maggio ha nominato i tre rappresentanti italiani del Comitato Tecnico di Eurelpro, tra cui il Presidente ENPAV Gianni Mancuso.

“Sono onorato ed orgoglioso che AdEPP abbia accolto la mia disponibilità – commenta Mancuso – Il comitato tecnico affianca il Governance Board costruendo e proponendo documenti e provvedimenti sulle tematiche di nostro interesse.

Si tratta, quindi, di un organo decisamente operativo, sulla scia di quell’impronta di efficacia impressa dal Presidente Camporese agli organi rappresentativi delle casse, che non possono più permettersi di essere meramente celebrativi, ma devono fornire un supporto specifico, tecnico e di alta competenza.

La tematica dei fondi europei – chiosa il Presidente dei veterinari – è un’opportunità che la categoria dei professionisti non può perdere. Ogni cassa può divenire uno sportello sul territorio, punto di riferimento per i suoi iscritti. Ma solo AdEPP può attivare quell’azione di lobby necessaria per far finalmente valere le nostre ragioni anche in Europa.”

L’Assemblea ha nominato nel Comitato anche i rappresentanti di Cassa Notari e INARCASSA.

30/05/2014 Emendamento tassazione rendite: comunicato dei Presidenti AdEPP

Prot.n.12193/DG del 30/05/2014

COMUNICATO STAMPA

I Presidenti degli Enti di Previdenza privati e privatizzati aderenti all’Adepp comunicano:

I bilanci consuntivi 2013 dimostrano, in modo chiaro ed evidente, la capacità del sistema della previdenza privata italiana di garantire sostenibilità e rendimenti patrimoniali ben oltre i parametri minimi stabiliti dai Ministeri Vigilanti e dalla legislazione in vigore. Parliamo di un sistema di enti che è sottoposto a numerosi controlli e ad una serie di obblighi di reporting (tra gli altri Ministero del lavoro, Ministero dell’Economia, Covip, Commissione parlamentare, Corte dei Conti, Autorità dei lavori pubblici, etc.) che costituisce un unicum nell’ordinamento italiano. L’analisi costante dei rischi, la diversificazione, la tracciabilità dei processi e i presidi di controllo pubblici hanno subito nell’ultimo quinquennio un salto di qualità che pone il sistema ai livelli delle migliori pratiche europee. Si tratta di dati oggettivi che possono essere ulteriormente migliorati in uno sforzo costante di trasparenza ed efficienza a favore degli iscritti. Adepp si farà portatrice di una proposta di autoregolamentazione, al pari di quella generata negli scorsi anni, da confrontare con i soggetti vigilanti, tenendo conto delle ulteriori normative in fase di emanazione in termini di limiti di investimento.

Non si può non valutare positivamente un settore che, senza ricevere alcun aiuto dallo Stato, è impegnato da alcuni anni, oltre gli obblighi normativi, a trasformare un sistema assistenziale in un sistema di welfare allargato e integrato a favore dei propri iscritti. I 542 milioni di spesa sostenuta sul capitolo della protezione sociale, distinta e sommata a quella di natura prettamente previdenziale, con un incremento di quasi 100 milioni in 5 anni, rappresentano una risposta concreta ad ogni strumentalizzazione.

La norma che ha imposto una sostenibilità a 50 anni dei bilanci degli Enti è stata soddisfatta attraverso un processo di autoriforma importante, democratico e responsabile, che rende gli enti di previdenza privati maggiormente sostenibili rispetto al sistema di previdenza pubblico. L’impegno dell’Associazione e dei singoli Enti sul tema dei finanziamenti europei a favore dei professionisti è stato pubblicamente lodato e additato come esempio nella conferenza finale dell’Action Plan per l’Autoimpresa tenuta a Bruxelles. Gli Enti di previdenza privati hanno sempre avuto piena consapevolezza della delicatezza e della rilevanza dell’uso del denaro versato dagli iscritti nell’ambito dei rischi presenti nel mondo finanziario. Sono migliaia le controparti, normativamente validate e pubblicamente sottoposte a controllo, con le quali gli Enti devono giocoforza negoziare.

Corretto è anche non sottacere il fatto che, unici in Europa, siamo sottoposti ad una tassazione delle rendite che ci associa a qualsiasi fondo speculativo prevedendo una ulteriore tassazione all’atto dell’erogazione delle pensioni in misura commisurata agli scaglioni Irpef. Non è stato affatto scontato mantenere i bilanci in positivo vedendo crescere incredibilmente l’aliquota dal 12,5% al 26% in pochi anni. Il Governo in carica sembra voler affrontare in modo serio e organico il tema, riducendo finalmente una iniquità divenuta insostenibile. Guardiamo quindi con fiducia all’emendamento presentato dai relatori al DL 66/2014, di cui auspichiamo l’approvazione, pronti a reagire in tutte le sedi con estrema determinazione rispetto al permanere di una tassazione al 26% che rischia di vanificare gli sforzi fatti dagli Enti e dai loro iscritti. Comunque nonostante l’alto livello di tassazione la performance degli investimenti delle casse di previdenza è stata, naturalmente, come confermato dalla Relazione della Covip, ben superiore alla media quinquennale del PIL, parametro di riferimento per la previdenza pubblica.

Abbiamo subito, infine, una spending rewiev che ci associa alla Pubblica Amministrazione, pur non ricevendo aiuti dallo Stato, che va a colpire il risparmio dei professionisti che porta ad un versamento annuo nelle casse dello Stato di decine di milioni provenienti dalla contribuzione e sottratti alle pensioni degli iscritti.

Si ribadisce come il sistema sia sottoposto a numerosi controlli ed obblighi che costringono a generare una massa imponente di comunicazioni che andrebbe doverosamente evidenziata quando si parla di ulteriore trasparenza. La disponibilità degli Enti a fare ulteriori passi in avanti è totale, nel segno della collaborazione fattiva con i Ministeri Vigilanti che, non solo si è sempre verificata, ma ha portato a evidenti avanzamenti per il bene comune e dell’autonomia degli Enti.

Roma 29/05/2014

23/04/2014 Aumento al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie - Comunicato del Presidente Mancuso

Se confermate, le anticipazioni sullo schema di Decreto discusse in Consiglio dei Ministri lo scorso 18 aprile sarebbero davvero preoccupanti, in quanto, una volta di più, dimostrerebbero la mancata comprensione e  considerazione, da parte dei rappresentanti istituzionali, del ruolo delle Casse dei professionisti nella previdenza di primo pilastro.

Se il previsto innalzamento delle aliquote sulle rendite finanziarie dal 20% al 26% includesse anche le Casse sarebbe, oltre che una nuova disparità di trattamento nei nostri confronti, rispetto ai fondi complementari,  che sulle rendite scontano un’aliquota dell’11%, anche una svista economica dalla ricaduta molto pesante sulla previdenza dei professionisti.

Le Casse non percepiscono finanziamenti pubblici e le loro risorse provengono unicamente dai versamenti contributivi degli iscritti, che gli Enti reinvestono per garantire l’adeguatezza dei trattamenti previdenziali e la sostenibilità prospettica delle Casse stesse.

Già le misure della Spending Review  hanno impropriamente imposto di versare parte dei nostri patrimoni nelle Casse statali.

Aumentare la tassazione sul capital gain in un momento in cui gli investimenti, immobiliari e mobiliari, non garantiscono una redditività adeguata, significa defalcare ulteriormente la possibilità di garantire ai professionisti una pensione adeguata e una copertura di welfare, dato che i professionisti non godono delle misure di protezione sociale garantite ai lavoratori dipendenti.

In un momento in cui ci si riempie la bocca di Europa, di tessera professionale europea e di libera circolazione delle competenze e a ridosso del semestre italiano, i professionisti italiani subiscono una palese disparità di trattamento rispetto ai colleghi europei, oltre che alle altre categorie di lavoratori italiani.

Paradossalmente, un settore, quello della previdenza privatizzata, che ha dimostrato in ogni modo la bontà della propria gestione e la propria sostenibilità prospettica anche a lunghissimo termine, viene vessato da vincoli fiscali e pastoie burocratiche, a fronte di un ente previdenziale pubblico tecnicamente fallito, che viene agevolato e sorretto.

Chiediamo solo che venga riconosciuta la nostra autonomia, garantita dal Decreto 509/94, nel bene dei 2 milioni di professionisti nostri iscritti, che meritano di essere considerati cittadini e lavoratori di pari dignità degli altri.

 

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