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01/10/2014 Regione Toscana: contributi per lo svolgimento di tirocini

Con il Decreto 3402 del 29/07/2014 è stato approvato l’Avviso pubblico per la concessione di contributi a favore degli appartenenti alle professioni ordinistiche e non ordinistiche per lo svolgimento di tirocini obbligatori e non obbligatori.

L’Avviso è entrato in vigore dal 29 agosto 2014 ed ha validità fino ad esaurimento fondi.

Requisiti del tirocinio
  • Il tirocinio deve essere svolto in Toscana presso la sede del soggetto ospitante;
  • per i tirocini non obbligatori si deve prevedere un progetto formativo;
  • per le professioni ordinistiche con tirocinio obbligatorio, questo deve essere in corso da almeno 6 mesi alla data di inizio del periodo rimborsabile;
  • non può prevedere che il tirocinante sia utilizzato per funzioni che non rispettino gli obiettivi formativi del tirocinio stesso;
  • non può prevedere che il tirocinante sia utilizzato per sostituire i contratti a termine, per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodi di malattia, maternità o ferie né per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione;
  • deve prevedere un rimborso spese forfetario da parte del soggetto ospitante di almeno 500 euro mensili lordi;
  • deve rispettare il limite massimo di 12 mesi di durata del periodo rimborsabile previsto per i tirocini sia obbligatori che non obbligatori per l’accesso alle professioni ordinistiche;
  • deve rispettare il limite minimo di 2 mesi di durata previsto per i tirocini non obbligatori per l’accesso alle professioni ordinistiche;
  • deve prevedere un tutore presso il soggetto ospitante: nel caso di soggetto ospitante privato, il tutore può essere il titolare dello studio, uno dei professionisti associati o il titolare dell’attività; nel caso di ente pubblico il tutore è il dirigente o il funzionario individuato dall’ente stesso;
  • potrà essere rimborsato anche nel caso in cui il soggetto ospitante non abbia dipendenti a tempo indeterminato.

I tirocinanti
  1. devono avere un’età compresa tra i 18 anni compiuti e 32 anni non compiuti alla data di inizio del tirocinio. Il limite di età non è previsto per i disabili e i soggetti svantaggiati
  2. devono essere residenti o domiciliati in Toscana;
  3. non devono avere in corso un rapporto di lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato con il soggetto ospitante;
  4. non possono essere ospitati più di una volta presso lo stesso soggetto ospitante.

Attraverso la misura dei praticantati retribuiti è quindi possibile per i soggetti ospitanti richiedere il cofinanziamento regionale di 300 euro mensili nel caso in cui decidano di retribuire con almeno 500 euro mensili i giovani che svolgono tirocini, obbligatori e non, finalizzati all’accesso alle professioni.

Tipologie di tirocinio incluse negli accordi

Praticantati obbligatori. I praticantati obbligatori sono quelli che devono necessariamente essere sostenuti per esercitare la professione una volta conseguito il titolo di studio. In questo caso il periodo rimborsabile dalla Regione va dal settimo mese di praticantato fino ad una durata massima di 12 mesi.

Praticantati non obbligatori. Sono tirocini non obbligatori, ma comunque finalizzati all’esercizio della professione. Le modalità e l’entità del contributo regionale sono le stesse dei praticantati obbligatori, salvo che il periodo rimborsabile dalla Regione può partire dal primo mese di tirocinio fino ad una durata massima di 12 mesi.

La presentazione della domanda di ammissione avviene esclusivamente on line utilizzando la piattaforma web di Sviluppo Toscana.

Tutte le informazioni al link http://www.giovanisi.it/2014/08/29/praticantati-retribuiti/

29/09/2014 Regione Piemonte: contributi e finanziamenti per il lavoro autonomo

Scade a fine ottobre il bando della Regione Piemonte che concede finanziamenti agevolati, e contributi a fondo perduto per il lavoro autonomo nel territorio.

Beneficiari potranno essere le Partite IVA attive in tutti i settori merceologici e professionali, compresi quelli privi di albo o di ordine professionale, che presentino domanda entro 24 mesi dalla data di attribuzione della Partita IVA, residenti o domiciliati in Piemonte e aventi sede operativa fissa in Piemonte.

I titolari di partita I.V.A. si devono identificare con i seguenti soggetti: a) soggetti inoccupati e disoccupati in cerca di occupazione; b) soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale; c) soggetti occupati con contratti di lavoro che prevedono prestazioni discontinue, con orario e reddito ridotto; d) soggetti occupati a rischio di disoccupazione; e) soggetti che intendono intraprendere un’attività di auto impiego.

  • Il finanziamento a tasso agevolato – per importi non inferiori a 5.000 euro – dovrà riguardare macchinari, attrezzature, arredi, automezzi o attivazione di impianti tecnici per l’esercizio delle attività.
  • Il contributo a fondo perduto prevede un bonus forfettario in conto esercizio, per la fase di start-up dell’attività, pari a 2.000 euro lordi.

Il bando è “a sportello”: le domande per le due tipologie di agevolazione non si escludono a vicenda e possono essere presentate anche contestualmente. Per i dettagli, consultare il bando.  

23/09/2014 Finanziamenti per le libere professioniste dalla Regione Trentino Alto Adige

La crescente femminilizzazione della professione, impone una sempre maggiore attenzione alle questioni legate alla maternità e alla conciliazione famiglia-lavoro.

Segnaliamo due interventi in questa direzione nelle due province della Regione Trentino Alto Adige.

PROVINCIA BOLZANO

La Provincia autonoma di Bolzano propone delle agevolazioni per l’imprenditoria femminile (tra le beneficiarie sono esplicitamente incluse le libere professioniste).

Sono previsti contributi a fondo perduto per promuovere lo sviluppo dell'imprenditoria femminile, con particolare attenzione alla creazione d'impresa, a modelli imprenditoriali innovativi, nonché alla qualificazione professionale delle donne imprenditrici, per favorire una partecipazione sempre più attiva delle donne al mercato del lavoro.

Sono ammesse ad agevolazione le seguenti iniziative:

  • creazione di impresa (start up)
  • nuova attività libero-professionale
  • rilevamento d'azienda e successione d'impresa
  • progetti innovativi (innovazione di prodotto o di processo)
  • acquisizione di servizi di consulenza
  • formazione

Vengono agevolati gli investimenti nella struttura.
La spesa minima è di € 3.500,00 la spesa massima ammissibile è di € 150.000,00. Oltre i 30.00,00 € è obbligatorio presentare un business plan triennale.
È possibile ottenere contributi per investimenti solo in caso di creazione di nuova impresa o di nuova attività libero professionale (attività iniziata da non più di 24 mesi).

Sono ammesse a contributo le spese per: impianti, macchinari, attrezzature e arredi solamente di nuova fabbricazione, creazione website, acquisto di brevetti, licenze, hardware e software; acquisto del primo automezzo (solo per agenti di commercio e venditrici ambulanti).

Non sono ammesse spese per: lavori di costruzione o ristrutturazione, acquisto di terreni o edifici, acquisto di beni usati (salvo si tratti di subentro aziendale), beni di consumo, veicoli, pubblicità e simili, acquisto di beni da noleggiare o affittare, costo dell'avviamento.

Tutte le informazioni sono reperibili al link:
http://www.provincia.bz.it/innovazione/servizi-aggiuntivi/imprenditoria-femminile.asp

PROVINCIA TRENTO

La Provincia autonoma di Trento prevede, attraverso l’Agenzia del Lavoro, un sostegno definito di Co-manager: incentiva i progetti che favoriscono la conciliazione delle donne imprenditrici e delle lavoratrici autonome che hanno necessità di essere sostituite pro tempore da una co-manager per motivi legati alla maternità o all’assistenza di familiari.

L’intervento prevede la concessione di un contributo economico erogato a titolo de minimis fino a €. 25.000 per coprire il costo di sostituzione di una Co–manager.

Tutte le informazioni sono reperibili al link:
http://www.agenzialavoro.tn.it/lavoratori/donne/conciliazione

 

07/08/2014 Studi professionali esclusi dai fondi di solidarietà

Con l’interpello n. 21/2014, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha chiarito che i fondi di solidarietà bilaterali stabiliti dalla Riforma Fornero sono previsti solo per le imprese che hanno un organico superiore a 15 dipendenti e che non siano assoggettate a cig e/o cigs;

Restano esclusi gli studi professionali: ancora una volta i professionisti e i loro dipendenti non vengono compresi nelle normali misure di sostegno pubblico.

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