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Il Modello 1/2019 è online


Il Modello 1/2019 è online: compilalo nella tua area riservata entro il 30 novembre!

Chi deve compilarlo? Tutti coloro che nel 2018 sono stati iscritti all’Ordine professionale, anche solo per un giorno e anche se non hanno prodotto redditi da libera professione.

Nuovo Layout per una compilazione ancora più facile e intuitiva. Il Modello è stato suddiviso in diversi Quadri in base alla tipologia di informazioni richieste e al tipo di reddito professionale da dichiarare.

Hai bisogno di aiuto? Clicca sulle Guide. Durante la compilazione troverai dei bottoni di “aiuto” per accedere a delle mini-guide che contengono chiarimenti e informazioni tecniche: ad esempio quale dato del proprio Modello Unico è necessario indicare in uno specifico campo.

Hai sbagliato qualcosa? Entro il 30 novembre puoi rettificare il Modello1 direttamente nella tua area riservata con la funzione “Rettifica Modello1”. Dopo questa data è necessario utilizzare il modulo cartaceo e si incorre nelle sanzioni per ritardata presentazione.

Compilalo entro il 30 novembre 2019 per non incorrere in sanzioni. A conferma dell’invio potrai stampare in qualsiasi momento la ricevuta digitale nella sezione “Ricevute Modelli”.

AdEPP incontra a Berlino le Casse Europee


Firmato documento congiunto da presentare alle Istituzioni europee

COMUNICATO STAMPA

La delegazione dell’AdEPP, guidata dal Presidente Alberto Oliveti, ha partecipato all’incontro, organizzato dall’Associazione degli Enti di previdenza tedeschi (ABV), tenutosi ieri a Berlino, che ha visto la partecipazione delle Casse di previdenza di cinque paesi dell’Unione: Italia, Francia, Germania, Spagna e Austria.
Al centro della discussione gli sviluppi dei diversi sistemi di previdenza, con particolare riguardo agli effetti delle recenti riforme sui sistemi previdenziali delle libere professioni.

"Il confronto odierno - ha dichiarato il Presidente Oliveti - ci ha mostrato realtà varie ed eterogenee sul campo della previdenza dei liberi professionisti in Europa ma è giunto ad una sintesi che identifica i punti comuni delle nostre attività e dei nostri progetti e prospettive. Li abbiamo condivisi in un documento firmato che seguirà i percorsi opportuni di presentazione alle nuove istituzioni europee".

Le riforme pensionistiche introdotte in Italia negli ultimi venti anni (Dini, Maroni, Fornero) sono state presentate dal Presidente della CNPADC, Walter Anedda, che si è soffermato sugli effetti possibili della c.d. “Quota 100” sul sistema previdenziale del Paese e sull’ininfluenza per le casse di previdenza.

“Al di là delle diversità tecniche che regolano i vari enti previdenziali dei professionisti – ha sottolineato il Presidente Anedda- quello che emerge è sicuramente il comune intendimento a perseguire sempre l'equilibrio dei sistemi previdenziali a prescindere dai paesi di riferimento. Questo ci conferma la capacità dei professionisti di occuparsi efficacemente del proprio futuro".

L’Austria ha illustrato il caso della risoluzione della Cassa di previdenza degli architetti e ingegneri integrata tra il 2012 e il 2013 nel sistema pubblico di previdenza e degli effetti attesi sulla sostenibilità a lungo termine della scelta compiuta dal governo austriaco (stime sui costi del sistema pubblico, prevedono che tra 40 anni il sistema pubblico costerà 75 milioni di euro l’anno, mentre nel 2013 pesava circa 8 milioni di euro).

Più complesso il caso descritto dalla Cassa di Previdenza degli avvocati francesi (CNBF), in quanto la proposta di legge Delevoye prevede la confluenza degli enti previdenziali privati nel sistema unico di previdenza statale. Ciò a fronte di un quadro demografico favorevole e della maggiore efficienza del sistema previdenziale privato delle casse rispetto a quello statale. Le riserve della CNBF, oltre 2 miliardi di euro, sono superiori ai contributi versati e la cassa è in grado di reggere gli eventuali shock demografici.

Per gli avvocati francesi la riforma comporterà solo delle perdite: con un abbassamento dei rendimenti dal 9,5% del sistema attuale al 5,0% del nuovo sistema universale, al quale deve aggiungersi il versamento di un contributo pari al 2,8% del reddito lordo, privo di contropartita. I contributi quindi raddoppierebbero a fronte di una diminuzione delle prestazioni.

Non solo.

L’ammontare delle pensioni diminuirebbe in rapporto all’aumento della contribuzione, passando da una rendita minima di 1.440 euro/mese attualmente erogata dalla cassa degli avvocati ai propri iscritti, a una rendita di 1.000 euro/mese al minimo.

La discussione seguita a ogni intervento, ha messo in luce la necessità di preservare i regimi pensionistici specifici delle libere professioni, non solo a vantaggio degli iscritti ma, anche, a favore dei sistemi di previdenza generali, che riducono così sia rischi di coperture che costi di trasferimento fiscale. La sussidiarietà orizzontale realizzata dai corpi intermedi dello Stato, nel caso delle Casse si esplica nell’autonomia gestionale e nella responsabilità economica e di categoria, a garanzia del diritto alla previdenza sociale, tra l’altro contribuendo, come avviene in Italia, alla fiscalità generale con il proprio patrimonio.

I partecipanti hanno condiviso che la tutela della previdenza dei professionisti rappresenta un interesse comune e una buona pratica.
A conclusione dell’incontro i partecipanti hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta sui sistemi previdenziali delle libere professioni in Europa che sarà presentata alle istituzioni europee nei prossimi mesi.

Scopriamo cosa sono i fondi europei


In Enpav Online la newsletter mensile di AdEPP “Professioni in Europa”

L’erogazione dei fondi europei segue criteri legati a vari “Programmi tematici” dedicati a specifici Obiettivi.
In Italia, ad esempio, le Regioni destinatarie dei fondi sono identificate in modo diverso a seconda della loro posizione geografica. Le Regioni del Centro-Nord rappresentano “Obiettivo Competitività”, mentre quelle del Sud sono le Regioni “Obiettivo Convergenza”.
All’interno dei programmi ci sono i Fondi, per ognuno dei quali vengono emanati i Bandi, che delineano le caratteristiche dei progetti meritevoli di finanziamento e le scadenze per la presentazione delle domande.
La politica dei fondi Europei si sviluppa su periodi di 7 anni. Il settennato 2014/2020 si impernia su Horizon2020, espressione della politica comunitaria in base alla quale vengono determinati i Programmi ed i Bandi.

I Fondi possono essere:
  • Fondi Diretti, del Fondo Sociale Europeo, erogati e gestiti direttamente dalla Comunità Europea;
  • Fondi Strutturali o Indiretti, del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, erogati dalla Comunità, ma gestiti dai Paesi membri attraverso i PON - Programmi Operativi Nazionali ed i POR - Piani Operativi Regionali. Questi In Italia vengono gestiti dalle Regioni;
  • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale – FEASR.

Il Fondo Sociale Europeo - FSE è il principale strumento utilizzato dall’UE a sostegno del “capitale umano”. Le azioni cofinanziate dal FSE sono rivolte alla crescita delle competenze per l'occupazione, ad aiutare i cittadini a collocarsi e ricollocarsi nel mercato del lavoro e ad assicurare opportunità lavorative più eque per tutti.
Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale - FESR contribuisce al rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale agendo sulle cause delle principali disparità regionali all’interno dell'Unione europea. Le azioni finanziate dal FESR, pertanto, contribuiscono allo sviluppo sostenibile e all'adeguamento strutturale delle economie regionali, compresa la riconversione delle regioni industriali in declino e delle regioni in ritardo di sviluppo. Il FESR sostiene, tra l’altro, il rafforzamento e l’innovazione delle PMI, l’adeguamento digitale del paese, le grandi infrastrutture pubbliche.
Il Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale - FEASR è il principale strumento per l’implementazione della politica di sviluppo rurale dell’Unione Europea, considerata il “secondo pilastro” della Politica Agricola Comune (PAC). Finanzia, tra l’altro, i Piani regionali di sviluppo rurale e spesso è utilizzato in sinergia con il FESR.

Per favorire l’utilizzo di questi Fondi, le amministrazioni centrali, quelle regionali e le due province autonome redigono, in base alle rispettive competenze, i “Programmi Operativi – PO”, soggetti ad approvazione da parte della Commissione Europea a seguito di un negoziato con le autorità di gestione nazionali e regionali responsabili della programmazione e attuazione degli stessi Programmi.
I fondi strutturali o indiretti finanziano progetti più specificamente legati al territorio. I bandi sono decisi e indetti dalle singole Regioni sulla base dei risultati dei cosiddetti Tavoli di Partenariato, ai quali vengono invitate le parti sociali locali per raccoglierne le esigenze.
I bandi pubblicati dalle Regioni sono normalmente reperibili sui siti delle singole Regioni e possono avere obiettivi molto diversi e rivolgersi ai professionisti in maniera diversa. Negli ultimi anni, sono stati emanati Bandi tarati sulle specificità professionali, come gli investimenti per l’apertura e lo sviluppo dell’attività, l’acquisto di macchinari e di ICT o la formazione.

In base alla tipologia di bandi e ai propri settori di interesse, il professionista potrà:
  • presentare un progetto, come libero professionista oppure coinvolgendo la propria azienda o il proprio network di clienti;
  • presentare domanda per fornire assistenza tecnica a terzi;
  • presentare domanda come beneficiario finale.

Normalmente, la Comunità non finanzia la totalità del progetto, ma solo una sua quota parte. Tuttavia, Horizon2020 tende a finanziare percentuali vicine al 100%.
Nell’area iscritti di Enpav Online è disponibile la newsletter mensile “Professioni in Europa” che contiene una rassegna delle novità più rilevanti in tema di politiche europee, approfondimenti su progetti o programmi specifici dell’UE che presentano aspetti di interesse per le libere professioni, oltre al monitoraggio dei bandi regionali e nazionali e alla segnalazione dei bandi specificamente rivolti ai professionisti.

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